L'unità di tutte le scienze è trovata nella geografia
martedì, febbraio 02, 2010
L'unità di tutte le scienze è trovata nella geografia. Il significato della geografia è che essa presenta la terra come la sede duratura delle occupazioni dell'uomo. (John Dewey)

Alle elementari avevo un maestro che insegnava geografia e che tirava giù una carta geografica del mondo davanti alla lavagna. Avevo un compagno di classe al sesto anno che un giorno ha alzato la mano e ha indicato la costa orientale del Sudamerica; poi ha indicato la costa occidentale dell'Africa e ha chiesto: «Sono state mai unite?». E il maestro ha risposto: «Certo che no, è una cosa ridicola!». Lo studente cominciò a fare uso di droghe e sparì. L'insegnante è diventato consigliere scientifico dell'attuale amministrazione (ndr Bush). (dal film documentario statunitense del 2006 "Una scomoda verità", diretto da Davis Guggenheim).

Nella mia geografia ancora sta scritto che tra Catanzaro e il mare si trovano i Giardini delle Esperidi. (George Robert Gissing, da Sulle rive dello Jonio).

L'arma del giornalista è la penna o la macchina da scrivere. L'arma del giornalista sotto vetro smerigliato è la bacchetta o la carta geografica. (Sergio Saviane).

Lungo la costa dell'Africa del Sud-Ovest, delimitato da montagne di origine vulcanica da una parte e dall'Atlantico dall'altra, si stende uno dei più antichi e selvaggi deserti della terra. I geografi chiamano questa zona la Costa degli Scheletri, perché le sue spiagge sono disseminate dei relitti delle navi che vi hanno fatto naufragi. (Ronald Schiller da "Nel mondo dei diamanti").





Ciao a tutti,
oggi quelli di voi che sono abituati a leggere i geoblog, tra cui il mio, troveranno una bella sorpresa.
Da una proposta di Andrea di Tanto, per la prima volta, 10 geoblogger italiani hanno deciso di pubblicare lo stesso giorno, un post che riporta lo stesso titolo e il medesimo concetto.

Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica per evitare che il Governo ed in particolare il Ministro Gelmini, elimini le ore di geografia dalle nostre scuole o peggio svilisca l’insegnamento di questa materia confinandolo nei ritagli di tempo.

Ho deciso quindi di impostare il mio contributo, come se fosse una lettera al Ministro Gelmini.


Caro Ministro Gelmini,
dai giornali e da internet (non dalla tv) ho saputo che ha deciso di tagliare l'insegnamento della geografia dalle scuole italiane. Per questo vorrei dirle cos’è, per me, la Geografia.
La Geografia, caro Ministro, non è solo spicciolo nozionismo, non è ricordare che la Dora Baltea e la Dora Riparia sono affluenti del Po.
E’ la base di tantissime altre discipline che senza la conoscenza del territorio e del suo sviluppo non potrebbero essere studiate e capite, non ultima la politica.
Pensi allo stravolgimento geopolitico avvenuto dopo la caduta del muro di Berlino, o pensi alla guerra in medio oriente: come si potrebbero studiare questi processi storico-politici se non si conoscesse la geografia dei luoghi in cui questi processi avvengono?
La Geografia, caro Ministro, non è conoscere con chi confina a nord la provincia di Ferrara, è conoscere il territorio per poterlo urbanizzare senza sventrarlo. Studiare e conoscere il territorio significa comprendere le evoluzioni naturali, storiche e culturali che lo hanno caratterizzato e modificato. Solo così si può urbanizzare e costruire con modalità sostenibili. Solo così possiamo salvaguardare il territorio per poterlo lasciare in eredità ai nostri figli.
La Geografia, caro Ministro, è legata a tutte le parole che, negli ultimi anni sono state più presenti nei nostri telegiornali, e quindi nelle nostre vite: globalizzazione, immigrazione, guerra al terrorismo. Come si potrebbero spiegare questi fenomeni se, di base, non ci fosse la conoscenza del mondo in cui viviamo?
Caro Ministro, onestamente fatico a capire come una persona nella sua posizione possa compiere delle scelte quali sopprimere o svilire materie scolastiche facendo implicitamente una classifica di priorità.
Che senso ha conoscere e comprendere quali forze originano un terremoto se poi si ritiene che sull’isola di Haiti ci siano le donne con le gonnelline di paglia e le ghirlande di fiori che ballano la hula?
E per un politico, che come lei siede nei banchi del Parlamento italiano, che senso ha stanziare aiuti per il Darfur se poi lo si confonde con il fast food?
Infine, caro Ministro, permetta anche a me un po’ di ironia, visto che sono sicuro che la sua proposta di eliminare la geografia dai banchi di scuola sia una goliardata.
Se elimina la Geografia, implicitamente, indebolisce il suo Governo.
La Geografia infatti, permette ai suoi amici della lega nord di definire un italiano del sud “terrone”, e un cittadino extracomunitario “criminale”.
Come faremo a schedare i “terroni” e i “criminali” se perderemo coscienza dei loro luoghi d’origine?


Leggi anche gli altri contributi negli altri geoblog che hanno aderito all'iniziativa.


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posted by Paolo at 7:00 AM | Permalink | 1 comments
C'è un buco sulla tua mappa? Riempilo così!
domenica, gennaio 24, 2010
Necessario: Licenza ArcGIS 9.x
Livello di difficoltà: ESRI,Arcview,Autodesk,Autocad,Plotter,GIS,SQL,Access,TomTom


Ciao a tutti,
spesso mi è capitato di ricevere la seguente domanda:

Se un layer poligonale presenta un buco fra due o più poligoni adiacenti, come posso "riempire" il buco con un nuovo poligono senza editarlo a mano?


E' ovvio che la premessa di questo post è la creazione di un poligono in mezzo ad altri poligoni già tracciati senza creare sovrapposizioni o ulteriori buchi.

ESRI,Arcview,Autodesk,Autocad,Plotter,GIS,SQL,Access,TomTom

1)Startate l'editazione sul layer che ha il buco e scegliete come task d'editazione "Auto complete polygon"

2) Tracciate una linea che attraversa il buco

ESRI,Arcview,Autodesk,Autocad,Plotter,GIS,SQL,Access,TomTom

3) Vedrete che automaticamente si formeranno 2 poligoni tagliati dalla linea che avete tracciato

ESRI,Arcview,Autodesk,Autocad,Plotter,GIS,SQL,Access,TomTom

4) A questo punto mergiate i due poligoni che avete ottenuto con lo strumento "Merge"

ESRI,Arcview,Autodesk,Autocad,Plotter,GIS,SQL,Access,TomTom

Spero di essere stato utile a tutti coloro che mi hanno inviato questa domanda via mail

Ciao a tutti
Paolo

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posted by Paolo at 2:31 PM | Permalink | 2 comments
Ricominciamo da qui
sabato, gennaio 09, 2010
Ciao a tutti,
sperando che abbiate trascorso delle vacanze serene e rilassanti, vorrei cominciare il 2010 dell'ESRIdipendente.it proponendovi una lettura.

Sono le riflessioni sul mondo della cartografia italiana rilasciate dal Prof. Luciano Surace in occasione della 13esima edizione di ASITA.

E' una riflessione corposa (ma non noiosa) e per questo necessita di un pò di tempo e magari di un paio di letture per cogliere tutti i concetti che vengono snocciolati dal Professore.

Potete trovare la versione integrale del documento QUI

In sedici punti il Professore analizza il mondo della geomatica in Italia, dai db topografici, al catasto, alla condivisione dei dati, all'annosa questione della Commissione Geodetica.


Nel suo Geoforus, l'Arch. Biallo titola un post che presenta il discorso del Prof. Surace come "una voce fuori dal coro".
Personalmente credo che quanto detto dal Professore sia in linea con quanto "cantato dal coro" di addetti ai lavori che quotidianamente si scontrano con problemi legati alla cartografia italiana.
Il problema è che il coro, e il suo solista non vengono ascoltati dalle Istituzioni, o da quello che ne rimane.

Non voglio (e non mi permetto) fare il "bignami" del documento e nemmeno voglio fare commenti a quanto ho letto perchè credo che nel documento sia stato detto tutto.
Vorrei però che ognuno di voi, si ritagliasse un'oretta per leggere e meditare.

Una cosa però la faccio,
voglio isolare una frase. Una frase che ho letto e riletto, e che mi ha colpito tremendamente.

Eccola:


"Difendere il territorio è una necessità civile ed economica, ma ancor prima un'esigenza culturale. La vera emergenza non sta nel territorio, bensì nel sistema delle informazioni territoriali". Prof. Luciano Surace


Buon anno a tutti
Paolo

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posted by Paolo at 6:44 PM | Permalink | 3 comments


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