1 Milione di Euro da investire nel GIS italiano, un post nato da una provocazione di GISGURU - In coda i risultati di MISS ESRI 2006
lunedì, agosto 28, 2006
Caro Paolo,
l'estate aiuta a riflettere sulle grandi domande della vita e, fra queste, non può mancare la classica "Che sarà del GIS?". Ormai tutti sanno cos'è un GIS, di software ce ne sono tanti, si può scegliere tra spendere soldi per prodotti "griffati" o usare prodotti free ma non meno validi. I vari "azzeccagarbugli" si sono inventati progettoni titolati e poco fruibili (vedi sigmater o il riuso) per accaparrarsi il controllo di comuni provincie e regioni dicendo che è tutto gratis ma poi devi pagare le salate consulenze di chi ha messo in piedi il meccanismo. Google e Microsoft sono intenzionati a REGALARE al mondo mappe e strumenti che i poveri mortali si possono premettere solo spostando voci del bilancio comunale a discapito dei fuochi di ferragosto o dei festaggiamenti del patrono... (che tristezza). Quando si sarà posato tutto questo polverone cosa vedremo? Ho un milione di euro in tasca e vorrei fare qualcosa di utile per tutti quelli che fanno GIS in Italia: idee?


Tornato dalle ferie, dopo aver osservato i risultati di Miss ESRI 2006, che vi comunicherò in questo post, mi sono trovato il comment di GIS GURU che vi ho messo in evidenza. Visto che lo ritengo un argomento caldo, vorrei dire la mia e aprire a tutti la discussione.

Credo che la domanda di GIS GURU sia quanto mai attuale vista la piega che sta prendendo “GIS gratis” di Google, il GIS opensource (argomento già trattato nel blog), e i progetti GIS calati sugli enti locali dall’alto e pensati da qualche inegnerone del Ministero che, probabilmente, non ha mai visto una mappa in vita sua.

Hai messo molta carne al fuoco e quindi ti rispondo per punti, cercando di toccare tutti gli argomenti che, giustamente, hai evidenziato nel tuo comment.

1) Le mappe disponibili in rete “tipo Google MAP”, a mio avviso, non possono essere considerate “strumenti GIS” in quanto oltre ad avere pochi dati vector, contengono dati che non sono “ufficiali”, ovvero dati che non sono stati validati dagli Enti proprietari del dato (Regioni, Provincie, Comuni).
E’ vero che le foto sono belline, è bellino il volo 3D con i fabbricati estrusi (Tipo SIT del Comune di Bologna). Però non dimentichiamo che innanzitutto un SIT deve avere, per essere tale, delle informazioni collegate ai dati in modo da poter effettuare ricerche, query, analisi spaziale ecc e da questo punto di vista Google Map è sicuramente carente.
E’ sicuramente irritante, però, vedere che colossi come Google comprano e poi rendono fruibile gratuitamente in rete una base cartografica raster che molti Comuni non si possono permettere…
Insomma il tuo milione di euro non lo darei al Signor Google.
2) Hai citato i megaprogettoni calati dall’alto sugli Enti locali tipo SIGMATER.
La maggior parte di questi progetti partono da un presupposto, ovvero che la cartografia catastale sia affidata ai comuni.
I D.P.C.M. del 19/12/2000 fissava al 26 febbraio 2004 il termine massimo per effettuare il famigerato decentramento catastale.
Il termine, come sappiamo è slittato ed è stato prorogato di 2 anni, e probabilmente slitterà ancora.
Il fatto che i Comuni non possano avere la possibilità di ricevere e aggiornare internamente gli atti del catasto è sicuramente un presupposto che impedisce di fatto la realizzazione di qualsiasi progetto che prevede l’utilizzo di tale cartografia da parte degli Enti Locali.
In più non dimentichiamo che la cartografia catastale italiana è in parte realizzata in coordinate Cassini-Soldner e “spiaccicare” la cartografia catastale sulla CTR (UTM) non sempre da risultati accettabili.
Per mettere la ciliegina su di una torta, il catasto “ragiona per fogli”. Ovvero un foglio catastale è come se fosse una porzione di territorio in mezzo al mare: un isola a se stante. (alla faccia del continuum cartografico…)
Quindi, una volta che si va ad assemblare la cartografia dei fogli catastali ci si trova di fronte a sovrapposizioni, buchi, linee doppie o triple. Dal canto suo Intesagis dice che “il rifacimento dell’intera cartografia catastale ha una spesa non sopportabile”. La montagna non va a Maometto, e Maometto se ne fotte e non va alla montagna…..….il tuo milione di euro non lo darei al Signor Sigmater (chissà che faccia ha…..)
3) Fra le opzioni che hai citato nel tuo comment rimarrebbero i software opensource o i software che tu chiami “griffati”.
In attesa che in Italia qualcuno ci dica “cosa dobbiamo fare” (Vedi anche il post che si intitola “ho perso la bussola”) a te la scelta di investire sull’uno o sull’altro.
Una pubblicità diceva che la potenza e nulla senza il controllo, se la applichiamo alla nostra situazione possiamo dire che la potenza di un software GIS (open o “pay”) è nulla se non c’è un organo che ci dice come lo dobbiamo usare per fare in modo, finalmente, di avere una Carta Unica.
L’unico consiglio che ti do è quello di tenerti qualcosa in tasca per inviare un bel mazzo di fiori alle 2 MISS ESRI 2006.
Ebbene sì, c’è un exaequo:


Con ben 5 voti a testa sono MISS ESRI 2006……………..Chanel e Jessica!!!!!
Un bell’applauso alle 2 Miss!

Ciao Guru!

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posted by Paolo at 7:59 AM | Permalink |


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