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Un ESRIdipendente alle prime armi, mi ha chiesto di spiegare la differenza fra un lyr e uno shape.
Procediamo per gradi, ti faccio un esempio:
Hai presente la Barbie?
Ecco, la Barbie è un po’ come uno shapefile e i suoi vestiti sono i file lyr.
La puoi vestire da astronauta o da mignotta, ma rimane sempre la Barbie!
Forse ti è ancora oscura la differenza….
Vedrò di essere un po’ più chiaro e un po’ più didattico, ma rileggi il mio esempio dopo aver sedimentato il concetto che ti sto per esporre e vedrai che è calzante.
Cos’è uno shapefile:
Penso che tu ti sia reso conto, utilizzando i software GIS e cartografando oggetti territoriali che, quest’ultimi, hanno dei connotati sia geografici che descrittivi. (l’asse di una strada ha una sua posizione spaziale e, a tale asse, posso associare molteplici informazioni, come la sua lunghezza, il fondo, il numero di incidenti, a chi spetta la manutenzione ecc ecc)
Quindi mamma ESRI ha sfornato un formato dati che potesse venire in contro a queste necessità e ci ha regalato lo shapefile.
Come dico sempre io, lo shapefile è come Dio, ovvero è “uno e trino”, in quanto si tratta, in realtà, di tre file che da ArcMap e dagli altri softwares ESRI, vengono letti insieme. I 3 files “che girano a braccetto” sono:
1. Il file con estensione shp ovvero lo shapefile propriamente detto, il file delle features, delle forme; memorizza la parte grafica dello strato cartografico, ovvero i punti le linee e i poligoni.
2. Il file con estensione dbf, che memorizza gli attributi dello shapefile, ovvero, nell’esempio della strada che ti ho fatto prima sono la sua lunghezza, il il fondo, il numero di incidenti, a chi spetta la manutenzione ecc ecc
3. Il file con estensione shx che in pratica collega ogni forma ai propri attributi.
Se consulti una serie di shapefiles attraverso l’utilizzo di Arccatalog, noterai che a seconda del tipo di features contenute nello shape cambia l’icona dello shape stesso. (Icona per shape puntuale, poligonale o lineare)
Per inciso, devi considerare Arccatalog come uno strumento simile all’esplora risorse di windows che però permette anche di definire delle strutture e dei modelli di dati e definire e consultare i metadati.

Quando comincerai a realizzare delle mappe noterai che è possibile tematizzare uno shape a seconda del valore che assume un determinato campo, ad esempio si potranno colorare di rosso le strade provinciali, di verde le strade comunali, e di giallo e nero le statali, ammesso che il valore “comunale”, “provinciale” e “statale” sia inserito in un campo della tabella di attributi dello shape. (o in un db collegato alla tabella di attributi).
Oltre alle tematizzazioni, in una mappa possono essere anche inserite etichette o classi di etichette che rispondono a query sql e si attivano e disattivano a scale prestabilite.
Tutte queste informazioni legate allo shapefile, ovvero: la tematizzazione, l’etichettatura e molte altre informazioni possono essere memorizzate all’interno di un file lyr, il “vestito” dello shape, per poter essere richiamate in un altro progetto cartografico (MXD).
Il file lyr può anche essere il “vestito” di un gruppo di shapefile che siano contenuti in un group del dataframe.

In questo modo puoi memorizzare nello stesso file lyr i “vestiti” (tematizzazione, etichette, scale di visualizzazione…) di più shape.
Ritornando all’esempio della Barbie ora forse ti è più chiaro che i dati, ovvero la sostanza delle informazioni geografiche e alfanumeriche,la Barbie, è memorizzata nei 3 files che compongono lo shapefile, mentre il loro modo di essere rappresentati o vestiti, all’interno di un progetto (mxd) sono definiti all’interno del file lyr.
Spero di averti aiutato….
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