Politica e cartografia: un futuro che non mi INSPIRE!
venerdì, ottobre 26, 2007



PS(Pre-scrittum): IL BLOG DIVENTA WWW.ESRIDIPENDENTE.IT


Era ora di fare un "salto di qualità" e di utilizzare un dominio tutto mio, sul quale hostare il blog ESRIdipendente.
Mi scuso da subito con tutti voi se, in questi primi giorni di "trasloco", ci sarà qualche problema.
Vi invito a segnalare, al mio indirizzo di mail, tutti i malfunzionamenti sperando che tutto sia ok.

Buona Lettura del blog ESRIdipendente.it
Ricordate di inserire il nuovo insirizzo fra i preferiti!
Ciao Paolo

Politica e cartografia: un futuro che non mi INSPIRE!

Ai tempi del professor Boaga fare cartografia significava fare calcoli complicati o sentire le punta delle dita intirizzite mentre si ruotano le viti del cerchio orizzontale o verticale durante i rilievi d’inverno.
Giovanni Boaga è morto nel 1961, quindi sono passati solo 46 anni dalla sua morte e ora sembra che la cartografia sia una cosa diversa, molto diversa, da quella che studiava il professore.
Oggi la cartografia è presente in quasi tutte le azioni quotidiane che compiamo: dal GPS per il satellitare dell’auto, alle innumerevoli mappe presenti in rete (Google, Microsoft, Yahoo!), non c’è sito web o blog, compreso il mio che non abbia pubblicato un API di Google Map.
Insomma, nel giro di 50 anni la cartografia è diventata un business non solo italiano ma mondiale, e quindi è ovvio che la politica abbia cominciato a guardare a questo strano fenomeno, che fino a qualche anno fa era relegato al Tuttocittà allegato dell’elenco telefonico.
Inoltre la politica ha annusato l’odore del business che può essere indotto, in vari settori, dalla conoscenza del territorio e dei flussi di informazioni gestite da un GIS.
Per capire l’ordine di grandezza “dell’affare cartografia” in campo europeo e mondiale basta pensare che la NOKIA ha comprato la società Navteq per 8,1 Miliardi di dollari. TOMTOM invece, ha pensato bene di acquistare l’Azienda concorrente, Teleatlas, per 2 Miliardi di euro. (Dati “il sole 24 ore” del 1 Ottobre 2007).
La politica ha messo gli occhi e le mani sulla cartografia su due livelli, uno europeo e uno italiano.

Il primo livello è quello europeo:




Come saprete, sta girando fra i banchi del parlamento il progetto INSPIRE (pdf 240 kb) che è diventato direttiva europea il 15 Maggio 2007, ovvero “vincolo” per ogni stato membro.
Nella comunità GIS europea, il progetto INSPIRE ha creato un po’ di dissapori per il fatto che il documento vorrebbe istituire di fatto una sorta di copyright sui dati territoriali.
Sul fatto del costo della cartografia abbiamo già ampiamente discusso sul blog e la mia opinione la sapete: credo che l’Ente pubblico debba far pagare la cartografia prodotta internamente a chi, con quella stessa cartografia, guadagna non pochi soldi, ovvero Aziende produttrici di basi cartografiche per navigatori satellitari, o comunque a chi la utilizza rielaborandola per trarne un profitto. (vedi quotazioni di vendita di Teleatlas e Navteq per capire che non hanno certo bisogno di regalie da parte di Enti locali)
Ritengo giusto che il comune cittadino che ne debba fare uso personale, penso ad esempio alle coperture delle piste ciclabili da caricare su un PDA munito di ArcPAD o allo studente universitario che utilizza la cartografia per una tesi, debba ricevere tali coperture in forma gratuita da parte degli Enti pubblici.
INSPIRE sembra che vada contro questa logica.

Il secondo livello è quello italiano:




E’ stato costituito il 30 Agosto scorso un “Comitato Tecnico sui dati territoriali delle pubbliche amministrazioni” (pdf 276 kb), che come dice l’art.2 del DPCM, “avrà il compito di stabilire le regole tecniche per la realizzazione delle basi territoriali, la documentazione, la fruibilità, e lo scambio dei dati stessi tra le pubbliche amministrazioni centrali e locali […]”.
Mi auguro che il Comitato imponga regole e modelli che non diano adito a N interpretazioni, come spesso succede, e mi auguro inoltre che in mezzo alle “basi territoriali” citate dal DPCM rientrino anche le banche dati catastali, cartografiche ed alfanumeriche. (credo sia così visto che è composto anche da tecnici di Agenzia del Territorio).
Come saprete, infatti, entro il 3 Ottobre scorso tutti i comuni italiani con una delibera di Consiglio, hanno dovuto decidere, se raccogliere o meno l’opportunità di gestire interamente alcuni processi che fino ad ora sono di competenza di Agenzia del Territorio.
Per l’Emilia Romagna, oltre il 70% dei Comuni, pari all’ 85% della popolazione emiliano-romagnola, hanno deciso di attuare processi di decentramento catastale in forma singola o associata.

La volontà degli amministratori locali , è quella di aumentare il gettito ICI grazie alla integrazione delle banche dati tributarie con quelle catastali.
Questo processo di “incrocio di dati” sarà molto difficile da mettere in atto visto che le banche dati catastali saranno comunque gestite da un sistema centralizzato di Agenzia del Territorio.
Mi auguro quindi che il Comitato possa mettere mano anche a questo problema per evitare che i Comuni italiani non si trovino a dover gestire banche dati da SOMMARE alle proprie, ma banche dati da INTEGRARE con le proprie.

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posted by Paolo at 2:39 PM | Permalink |


1 Commenti:


At 21/11/09 1:23 AM, Anonymous Anonimo

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