Analisi dei risultati. Cosa hanno deciso i Comuni italiani in materia di decentramento catastale
lunedì, dicembre 03, 2007
Come in una puntata di Porta a Porta vorrei “vespizzarmi” per analizzare i dati, a livello nazionale, ottenuti dalla raccolta delle intenzioni da riportare nelle delibere di consiglio comunale che sono state inviate ad Agenzia del Territorio entro il 5 Ottobre, contenenti la volontà dei Comuni di Gestire il Catasto.


Partiamo da un assunto:
i Comuni italiani, chi più chi meno, sono alla frutta, anzi direi all’”amaro offerto dalla casa”, che viene molto dopo la frutta....
Pochi fondi, personale sempre più risicato e funzioni importanti delegate a giovani laureati o diplomati con contratti a progetto, i cui contratti non sempre si rinnovano.
Non credo di essere smentito se, a breve termine, le Amministrazioni vedono il decentramento catastale più come un peso,che come un’opportunità.

Allora da cosa dipende il plebiscito che vado a descrivervi?

873 Comuni che hanno dichiarato di assumere da subito(decisione del 3 ottobre) la gestione diretta delle funzioni catastali pari al 38,8% della popolazione italiana

73 Comuni, dichiarano di assumere le funzioni catastali nella finestra temporale del 2009 pari al 2%della popolazione nazionale

Infine, 104 comuni pari 2,8%della popolazione nazionale hanno dichiarato che assumeranno le funzioni catastali non potendo ancora indicare la data di assunzione e l’opzione scelta.

Il 43,6% della popolazione nazionale, a breve avrà il catasto gestito a livello locale.


Degli 873 Comuni che “hanno scelto subito” 314, pari al 36% hanno scelto l’opzione A,
165, pari al 18,9% l’opzione B
394 pari al 45,1% l’opzione C (la più onerosa per i Comuni).

Il dato del 45,1% dei Comuni che scelgono l’opzione C è molto importante, quasi un Comune su due che ha scelto di decentrare il Catasto con l'opzione più "onerosa"





Un altro dato che vorrei aggiungere, per poter ragionare su quanto è emerso, è la percentuale dei Comuni che sentono il bisogno di assistenza nel futuro espletamento delle funzioni catastali, pari al 85.3%.



Il dato della scelta dell’opzione C sembra essere in parziale contrasto con il dato del bisogno di assistenza, ovvero:
la scelta della gestione del catasto in “opzione C” presupporrebbe la consapevolezza di uno status sia tecnico-informatico già presente, da sviluppare ulteriormente in futuro.
Allora perché su 72 Capoluoghi di Provincia 66 dichiarano di aver bisogno di Assistenza? Non stiamo parlando di sperdute comunità montane, ma capoluoghi di provincia.

La mia lettura dei dati è la seguente:
credo che la risposta dei Comuni sia stata così grande e così tanti Comuni abbiano deciso di decentrarsi in modalità C, pur non avendo attualmente forza lavoro o conoscenze tecniche (da qui il bisogno di Assistenza) perché la gestione del Catasto da parte di Agenzia del Territorio si è dimostrata “poco gradita” o “poco funzionale” per l’Ente Locale.
Inoltre non tutto il territorio italiano è disponibile la cartografia catastale, in formato CXF o Raster, non ci credete?
Provate, ad esempio,a fare un’estratto di mappa di S. Anna, nel Comune di Stazzema (LU), attraverso il servizio SISTER.

Questo è un caso che ho potuto vedere con i miei occhi, ma chissà quanti Comuni italiani non hanno raster o CXF.
Insomma, io leggo la scelta dei comuni come una secca bocciatura di Agenzia.
I Comuni hanno deciso che bisogna cambiare rotta e lo hanno deciso pur non avendo a bordo le forze per farlo.

Il mio ragionamento è avallato anche dai dati della Regione Emilia Romagna, dove gli unici Comuni che hanno deciso di “non decentrarsi” sono in Provincia di Ravenna e Piacenza, che, a quanto dicono i liberi professionisti, sono due sedi di Agenzia molto efficienti.
E’ anche vero che affermare che Agenzia del Territorio si è “cercata” questa batosta e che i Comuni gestiranno il catasto in maniera più ordinata e funzionale è troppo semplicistico.
I problemi legati al catasto e alla gestione delle sue banche dati cartografiche ed alfanumeriche sono sicuramente tanti e non di sempre facile soluzione.
Quello che hanno deciso i Comuni con le Delibere del 5 Ottobre è provare a “risolverli in casa”.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate
Su questo argomento potete leggere anche il Post di GimmiGIS, collega gissaro di sponda Autodesk

Ciao
Paolo

I grafici di questo post sono estratti da slide presenti sul sito www.catastoaicomuni.it intitolate “La volontà dei Comuni di gestire il Catasto”

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posted by Paolo at 6:32 PM | Permalink |


3 Commenti:


At 4/12/07 7:40 AM, Anonymous Anonimo

interessante amico mio, anche se a volte certe cose forse sarebbe meglio non saperle per dormire tranquillamente...

 

At 4/12/07 10:02 AM, Blogger GimmiGis

Ciao Paolo,

 

At 4/12/07 10:11 AM, Blogger GimmiGis

Ciao Paolo,

Concordo con molte delle tue affermazioni, ma fai attenzione ad una cosa: l'indagine pubblicata sul sito www.catastoaicomuni.it è solo un sondaggio, svolto dall'ANCI prima che scadesse il termine del 3 ottobre.

Sicuramente è molto significativo, ed è anche l'unico dato disponibile finora, ma bisogna ancora vedere quanto la affermazioni rilasciate dai comuni si siano poi tradotte in delibere, e tenere presente che molte delle percentuali indicate vagono solo pper i comuni che hanno risposto.

I dati ufficiali non ci sono ancora, l'Agenzia del Territorio ha annunciato di voler mappare le delibere ricevute ma ancora non si vede nulla... Impiegheranno al solito i loro tempi biblici!

Buon lavoro
Gimmi

 


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