
Ciao a tutti,
vorrei porre l'attenzione su una domanda di una neoiscritta al forum; un problema che, almeno una volta, nell'utilizzo di arcgis, ci ha toccato.
Visto che ritengo che non ci sia una risposta unica alla domanda fatta da Donatella, vi invito a proporre la vostra soluzione.
Il problema sentito dalla nostra lettrice è quello dell'archiviazione dei progetti cartografici di ArcGIS.....problema non da poco se ci pensate!
Ecco la domanda di Donatella:
Ciao a tutti. Io lavoro in uno studio di ingegneria ove da pochi mesi hanno acquistato il mitico ArcGis. Oltre ad altre funzioni operative, svolgo il ruolo di responsabile dell’archiviazione dei progetti dello studio, che devono seguire procedure precise dettate dal Manuale della Qualità.
Ed ecco il problema: come faccio ad archiviare correttamente un elaborato fatto con ArcGis con tutti i file a cui fa riferimento senza dover spulciare dalla table of contents i vari percorsi dalle proprietà dei singoli layer? Esiste un modo per esportare l’intero progetto completo di tutti i riferimenti? Oppure esiste un modo di produrre un report con i path di tutti i singoli layers?
I nostri elaborati sono frequentemente tavole tematiche che pescano i dati più generali da un database organizzato sul server e i dati più specifici dalle cartelle delle singole commesse.
Lo scopo è avere la possibilità, anche a distanza di un anno, di riaprire la tavola correttamente dal CD di archivio e magari farci delle correzioni senza il pericolo di aver perso i singoli shape di riferimento.
Grazie anticipatamente
A questa domanda ha immediatamente risposto georaf.
Eccovi le loro risposte:
Questo è problema non da poco, anche io lo sto affrontando, vediamo se insieme si riesce a trovare una soluzione.
Per archiviare i progetti *.mxd senza perdere i riferimenti, bisogna salvarli con i riferimenti relativi:
dal menu file -> map properties... -> data source options... -> store relative path name.
Se mantieni i progetti *.mxd e i file a cui il progetto fa riferimento nella stessa cartella, spostando tutta la cartella i progetti funzioneranno ovunque, anche su un CD.
Ovviamente il progetto sul CD avrà il riferimento al CD, quindi solo alla cartella di commessa, e perderai i riferimenti ai dati sul server. Qui mi auguro che intervenga qualcuno con una soluzione, perchè al momento non ho trovato di meglio che copiare i dati del server sul CD (che non è proprio agevole...)
Dimenticavo, per vedere i riferimenti di ogni progetto senza dover necessariamente aprirlo e vedere la TOC puoi fare così:
da arccatalog clic destro sul progetto -> set data sources...
Questo ti permette di vedere tutte le path e eventualmente di riparare percorsi non più validi. Ti conviene inserire sempre i percorsi di rete (ossia che iniziano con il \\) anche se sei sul tuo pc, in modo che il progetto sia accessibile ovunque.
anche qui, ogni altra soluzione è ben accetta!!!
spero di esserti stata d'aiuto,
ciao
Raf
Alla risposta di georaf, pjhooker aggiunge che sarebbe consigliabile l'utilizzo del geodatabase rispetto allo shapefile stand alone.
Personalmente nn credo che sia quello il problema, infatti i riferimenti di un mxd si potrebbero perdere tanto con lo shapefile, quanto con la feature class, anche se sono d'accordo con pj che l'organzzazione dei files carografici in geodb e feature datasets è molto più ordinata rispetto alla classica cartella con dentro 30 shapefiles "sparsi"
Provo a dare il mio consiglio a Donatella e alla community:
quando realizzo un mxd che so che dovrà essere modificato a distanza di mesi, creo un elenco di tutti i tematismi che sono presenti nel progetto con una funzione di ArcPublisher.
Questa funzione permette di creare un vero e proprio report di tutti i tematismi che sono caricati in quel mxd.
Faccio questo per evitare di spostare erroneamente uno shape o feature class dal suo posto.
Questo report lo copio e incollo in un file word che avrà lo stesso nome del corrispondente mxd.
Strettamente legato al problema dell'archiviazione degli MXD c'è il problema delle stampe su carta. Vi è mai capitato che vi chiedessero una stampa di un progetto cartografico realizzato mesi proma, lo andate ad aprire e nella TOC compaiono quei simpaticissimi punti esclamativi rossi????
Per le stampe mi comporto così:
Ogni volta che mi viene chiesta una stampa, anche un semplice A3, realizzo comunque oltre al cartaceo anche il pdf di ciò che ho stampato.
Questo perchè, in caso di EMERGENZA, ovvero il capo che chiede una STAMPA IMMEDIATA di un progetto cartografico di qualche mese fa che magari ha perso qualche riferimento, ho la possibilità di avere una cartella piena di pdf di mappe in tutte le scale, formati, basi cartografiche....di solito, in questi casi ne trovo sempre una che fa per me.
Mi piacerebbe che a questo discorso partecipaste in molti.
Credo che sia un problema sentito un pò da tutti noi.
Diteci come archiviate i vostri dati cartografici.
Ciao a tutti e grazie a Donatella per lo spunto.
Paolo
Etichette: ArcGIS
At 13/7/08 3:17 PM,
At 18/7/08 2:17 PM,
Io utilizzo percorsi relativi e pdf e in più organizzo le cartelle in questo ordine: ad es per una consegna di un PSC creo una cartella PSC con tt le sottocartelle (tavole, shape, dwg ecc..) poi mi copioincollo tt la cartella PSC e la rinomino RUE e continuo a editare, così facendo il PSC rimane intatto.
macduff
Dunque... il problema va focalizzato non su quei dati specifici del progetto (spesso memorizzati nella cartella di lavoro e quindi facilmente archiviabili) ma su quelli pescati dal Db sul server.
Impostare il percorso relativo è utile ma non risolve il problema di andarsi a spulciare tutti i dati richiamati nel progetto, soprattutto quando sono molti.
Vedere i path attraverso ArcCatalog è un altro utile servizio che potrebbe agevolare l’operazione di “spulciatura”, ma meglio sarebbe avere un comando che automaticamente faccia lo spulciatore! Esiste o lo devono inventare?
L’organizzazione delle risorse in un Db organizzato è un buon metodo, che noi già applichiamo, ma che richiede una "progettazione" iniziale dell'impostazione da dare all'ordine dei dati, e non è così semplice. Una volta impostato poi, non si può cambiare troppo elasticamente, pena la perdita dei percorsi. Potrebbe essere interessante approfondire l’organizzazione della banca dati dell’esempio spagnolo (o della futura Agenzia Geodetica Nazionale Italiana) e capire quanto questa organizzazione dei dati possa essere utile e applicabile nei nostri server.
Supponendo di affidarsi alla continua presenza di tali dati “generali” su internet un altro problema è in agguato: tali dati sono spesso oggetto di continui aggiornamenti, spesso pianificati dai gestori delle risorse (vedi ad es. Regione Veneto).
Riprodurre una tavola con le stesse tematiche dopo un anno, pescando da internet, non assicura di ottenere la stessa identica tavola.
At 23/7/08 11:02 PM, cityplanner
questo è lo schema adottato da noi per archiviare materiale ed elaborazioni
nome_lavoro_lav\
elaborazioni\
access\
access\db_supply\
bak\
doc e schemi\
gdb\
grid_raster\
lyr\
mxd\
TIFF\(qui c'è l'ulitma versione delle tavole)
script\
materiale\
info utili\
normativa specifica\
programmazione sovracomunale\
sistema ambientale-paesaggistico\
sistema economico\
sistema idrogeologico\
sistema mobilita\
sistema servizi\
sistema sociale\
sistema territoriale\
sistema urbano\
superati\
temp\
salve a tutti mi chiamo Marco e vi propongo la mia soluzione a questo seccante problema, sperando che vi possa essere utile.
io lavoro mettento file e progetti nella medesima cartella, e da quando inizio do un nome comprensibile ai file che uso (senza troncare parole o altro, in modo che anche altri capiscano cos'è).
come seconda cosa ho preso l'abitudine di creare un gruppo in ogni layer che utilizzo contenente l'intero contenuto del layer, in seguito oltre a salvare mxd salvo il lyr.
quando apro il progetto da un cd mi basta richiamere un solo shape e si riattaccano tutti.
non è un sistema scientifico credo, ma funziona

















Paolo posteresti gentilmente gli snap di quella funzione di ArcPublisher ?
Grazie