Problema irrisolto: raster catalog con problemi di esportazione
giovedì, settembre 06, 2007
Ciao a tutti,
come potete leggere nella chat gissara, qualche giorno fa Marion ha postato una domanda che mi aveva incuriosito, così l'ho contattata via mail per cercare di capire meglio il suo problema.
Marion ha esportato una mappa, realizzata con ArcGIS/Arcview 9.2, comprendente sia shapefiles che rasters.
Il rasters sono organizzati in un raster catalog.
Una volta esportata la mappa, come potete notare dall'immagine, sono visibili solo alcuni rasters perchè quelli della zona centrale del foglio sono visibili "in versione wireframe".

Ecco la mail di Marion:
Il file PDF allegato proviene da una semplice esportazione impostata con dpi 300 (ho provato anche ad aumentare questo valore fino a 600 ottenendo però sempre lo stesso risultato).

Il formato del layout di stampa è impostato in A3, ma lo stesso problema lo avevo riscontrato anche con altri formati come ad esempio quello A0.

I 34 fogli catastali in questione sono organizzati in un raster catalog creato impostando il Raster Managment Type come Managad.


Ecco l'effetto che ottiene Marion esportando il suo Raster catalog in formato pdf



Guardando l'immagine dell'esportazione, mi è venuto subito in mente di andare nelle layer proprieties del raster catalog, nella scheda display per capire se c'era qualche settaggio del "wireframe display" che poteva dare quell'effetto, cercando di ottenerlo con dei raster in mio possesso, ma variando il numero di raster oltre il quale vengono visualizzati i wireframe non succede nulla.

Ovvero: o vedo i raster, o vedo i wireframe, ma non mi è mai capitato di vedere sia raster che wireframe in una stessa map view.
....magari è una banalità, però così, su due piedi, non saprei cosa rispondere alla nostra gissara.
Che ne dite di aiutarla???

Grazie per i vostri contributi
Ciao
Paolo

PS: Ne aprofitto per ringraziare Sebastiano, lettore siciliano del blog, che ha lasciato questo accorato ELPH sulla sabbia di una spiaggia catanese.


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posted by Paolo at 6:42 PM | Permalink | 0 comments
ArcScene e il fondale marino - Richiesta URGENTE di Sara di Bologna
martedì, luglio 03, 2007
Ciao a tutti,
fra le tante richieste che arrivano al Blog e alla mia mail ne ho ricevuta una che vorrei evidenziare con questo post.

Arriva dal Dipartimento di Fisica, Settore di Geofisica dell'Università di Bologna dove un gruppo di Dottori e Ricercatori si occupa di maremoti.

La domanda di Sara è la seguente:


"Ciao Paolo, ti mando un jpg del fondale creato con ArcScene. I punti che vedi sopra rappresentano il pelo libero dell'acqua. L'idea sarebbe quella di riuscire a creare, a partire da quei punti, il volume d'acqua in modo da poter riempire lo spazio compreso tra il fondale e la superficie. Spero di essere riuscita a spiegare al meglio ciò che vorremmo fare.Intanto ringrazio te e chiunque ci voglia dare qualche suggerimento.A presto, Sara"



In pratica Sara deve ricostruire il "cuneo d'acqua" compreso fra la superficie ottenuta con i punti quotato del pelo libero ed il piano del fondale marino.










Non credo di dire un'eresia, se affermo che questa è la prima domanda del blog che si merita il bollino con 5 MONDI


Diamo una mano a questi ricercatori gissari!!

Ciao
Paolo

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posted by Paolo at 7:17 PM | Permalink | 2 comments
Dove finiscono le coordinate dei punti che si leggono nelle info di ArcPad?
sabato, maggio 26, 2007
Ciao a tutti,
recentemente ho ricevuto una domanda molto interessante da Alessandro da Siena.
La domanda di Alessandro apparentemente sembra molto banale, ovvero:

dopo aver battuto alcuni punti con un PDA e Arcpad 7 e dopo aver importato i dati rilevati in ArcGIS, Alessandro si chiede dove finiscano le informazioni relative alle coordinate dei punti visualizzabili facendo una info del punto.
In particolare il problema è riuscire ad esportare congiuntamente al file di attributi dello shape, i campi con le coordinate dei punti battuti.

Lascio a QUESTO INDIRIZZO l'allegato (pdf, 105 Kb) che mi ha spedito Alessandro per posta e che chiarisce il problema.

Personalmente ho suggerito Alessandro di esportare lo shapefile (senza coordinate) in Arcview e poi, con la funzionalità del 9.2 "Calculate geometry" o con gli script che trovate a pag. 50 del manuale del Conte, per le versioni precedenti di ArcGIS, ricostruire le coordinate dei punti a tavolino.
Il collega senese mi ha risposto che così sarebbe troppo facile e che sarebbe utile trovare una procedura per l'esportazione delle coordinate direttamente da ArcPAD


Spero che tutti insieme si riesca a risolvere il problema...
Non voglio aggiornare la lista dei PROBLEMI IRRISOLTI!!!! ;-)

Ciao
Paolo

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posted by Paolo at 4:02 PM | Permalink | 0 comments
Lo Skeleton - Problema candidato ad essere IRRISOLVIBILE
mercoledì, febbraio 07, 2007
Ecco il nuovo problema irrisolto, o meglio un problema candidato ad essere irrisolvibile!
Il nuovo tormentone, da qualche settimana, mi sta legando al sito di supporto della ESRI per vedere se qualche buon'anima d’oltreoceano l’ha risolto.

Quando ho saputo come si chiamava questo problema ho subito pensato a uno strano sport che avevo visto nelle olimpiadi di Torino 2006.
Infatti il problema e anche lo sport si chiamano SKELETON.
Tanto per fare un piccolo preambolo lo skeleton (sport) è quella pratica ai limiti della pazzia dove un povero cristo, invece di guadagnare qualche euro scroccando monetine alla stazione, si butta a testa in giù su una specie di tavola tipo quella usata dal meccanico controllare il “sotto della macchina”, su una pista ghiacciata a oltre 100 km/h…..io piuttosto andrei a fare a mano, uno ad uno, i cappelletti di Giovanni Rana.


Comunque….
veniamo al nostro Skeleton (ovvero scheletro).

Già un paio di utenti mi hanno scritto dicendomi che hanno uno shape di poligoni strade o poligoni di corsi d’acqua e vorrebbero ottenerne l’asse con un comando……ecco perché Skeleton, scheletro appunto.
Bello vero?
Insomma dobbiamo cercare di trovare un modo, veloce e possibilmente semplice, di far collassare un poligono che ha una dimensione predominante rispetto all’altra, nel suo asse.

Vi allego una immagine che chiarisce la situazione che ho scaricato a questo indirizzo.
In realtà in questa pagina si parla di far collassare in un asse due linee offsettate fra loro (per usare un termine da cadista), ma forse può essere utile per risolvere il nostro problema.

Per cercare notizie, informazioni e suggerimenti sia nel Support che nell’ EDN ESRI cercate "Skeleton".

Devo inserirlo nei “Problemi Irrisolti” o pensate che insieme ce la possiamo fare?
….mi sa che è più semplice fiondarsi giù di testa con lo slittino…..

Aspetto buone notizie....

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posted by Paolo at 7:42 PM | Permalink | 5 comments
Le 10 Differenze
lunedì, settembre 25, 2006

Durante una domenica di pioggia, uno di quei giorni uggiosi, una di quelle domeniche in cui nemmeno le “Schedine” ti tirano su il morale, non c’è altro da fare che accendere ArcMap e cominciare a pistolare con comandi nuovi fino al punto di crearsi un nuovo problema.
Così ho fatto domenica scorsa!
Ho cominciato a “cipollare” i geodatabases fino al momento in cui mi sono arenato ponendomi una domanda che condivido con voi.

Il problema che mi sono posto è il seguente:
Che differenza c’è fra il “join e il relate” che si possono trovare cliccando con il destro del mouse su di uno shapefile e le relationship classes attribuibili a una feature class di un geodatabase?
Sono la stessa cosa, una in chiave shape e l’altra in chiave feature class o la seconda mi offre più vantaggi della prima?

Per capire se ci sono differenze ho provato a effettuare prima un relate (1-N) fra uno layer puntuale e una tabella esterna con i 2 metodi sopraccitati, poi ho effettuato il 2 join (1-1) fra una layer lineare e 2 tabelle esterne.

Prima Prova: Collegamento 1-N
Per provare a capire un po’ di più ho provato a relazionare l’anagrafe del Comune per il quale lavoro con il punto rappresentante il numero civico. Una relazione 1-N in quanto per ogni numero civico ci stanno N persone.
“Relate” e relationship class 1-N sembrano la stessa cosa, anche se le 2 finestre di identify sono leggermente diverse.

In fase di editing non ho notato alcuna differenza usando lo shape collegato alla tabella anagrafe tramite il relate e utilizzando la feature class collegata con l’anagrafe con una relationship class.
In questo caso, l’unica differenza sembra solo essere una diversa visualizzazione degli attributi alla richiesta di identify.

Seconda Prova: 2 Collegamenti 1-1

Ho fatto una seconda prova con uno shapefile lineare rappresentante il grafo delle strade.
A questo shape ho collegato 2 tabelle con 2 relazioni 1-1.
Naturalmente per confrontare il risultato ottenuto con la relationship class, ho importato lo shape del grafo e le due tabelle da relazionare all’interno di un geodatabase.
L’importazione delle tabelle avviene cliccando con il destro del mouse sull’oggetto geodatabase, inoltre può essere fatta un’importazione multipla, ovvero si possono importare le due tabelle da collegare in un colpo solo.

Questa volta, a livello di identify, si vedono differenze maggiori:
con i due join, le 2 tabelle esterne sembrano incorporarsi alla tabella di attributi dello shape, tant’è che trovo anche i campi delle tabelle esterne come valuefield nella scheda symbology delle layer proprieties.

Non c’è una vera e propria fusione delle tabelle, ovvero, non si forma un “tabellone unico”, visto e considerato che i join possono essere spezzati, ma di fatto sembra di gestire un unico oggetto.
In pratica, le due tabelle joinate, vengono “scritte” di seguito alla tabella di attributi dello shape.
Con la feature class relazionata attraverso 2 relationship class entrambe 1-1 alle due tabelle esterne posso scegliere dei value field che fanno parte della sola “tabella di attributi dello shape”, quindi i 3 oggetti sembrano rimasti fisicamente separati, anche se sono joinati.
Questo può essere un limite se volessi tematizzare il grafo secondo i valori di un campo non presente nella tabella di attributi dello shape, ma presente in una tabella joinata.


Anche per quanto riguarda le labels, nel primo caso è possibile inserire labels che sono presenti su un campo della prima o della seconda tabella joinata, mentre nel secondo caso, quello della realtionship class si possono labelizzare solo i campi della “tabella di attributi dello shape”…..questo sembra un limite.
Sono certo che le relationship class, rispetto ai classici join e relate hanno molti vantaggi, altrimenti mamma ESRI non avrebbe inserito questa funzionalità solo per arceditor ed arcinfo e ce l’avrebbe “regalata” in Arcmap.
Se qualcuno di voi conosce qualche vantaggio utilizzando le relationship class rispetto ai join e ai relate è invitato a scriverlo in questo post.
Probabilmente non sono le differenze fondamentali, ma ho trovato solo queste.
Se qualcuno di voi ne vede altre...
Ciao a tutti
Paolo

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posted by Paolo at 8:03 AM | Permalink | 0 comments
Multilayout - richiesta di Michele
giovedì, giugno 01, 2006
Ciao Michele,
mi sono scontrato da poco tempo con il tuo problema.
Lavorando anche io in un ente locale, avevo la necessita di creare un MXD con più dataframe e associare ad ogni dataframe un proprio layout di stampa.
Questo lo volevo fare per pubblicare una carta con ArcPublisher, da rilasciare ai miei colleghi d'ufficio, che racchiudesse tutte le coperture in possesso dell'ufficio SIT raggruppate per tipologia nel dataframe.
Purtroppo mi sono scontrato con un muro....
Nel senso che, anche dopo aver consultato colleghi che tengono corsi di ArcMap la risposta è stata negativa, o meglio quasi negativa.
ArcMap versioni 8 e 9, infatti non permette di creare layout multipli.
Mi hanno consigliato una estensione (a pagamento) di una ditta - di cui non ricordo il nome, ma lo richiedo e la inserirò nel post- che produce una plugin per creare layout multipli.
Una alternativa, che però non può essere utilizzata nel caso tu voglia pubblicare la mappa con Arcpublisher è quella di salvare i vari layout come MXT (template) all'interno dell'MXD e richiamarli all'occorrenza.
Se devi lavorare solo con ArcMap questa soluzione è praticabile e utile, ma se devi poi visualizzare le mappe con ArcReader, a quanto ne so, non si riesce a fare nulla.
Fammi sapere se sono riuscito a darti una mano.
Un saluto ai colleghi del Comune di Fabriano

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posted by Paolo at 9:10 AM | Permalink | 0 comments
Problemi irrisolti - AGGIORNAMENTO OTTOBRE 2007
martedì, maggio 09, 2006
Ciao a tutti!
In questo post, che verrà costantemente aggiornato, vorrei inserire i problemi a cui non abbiamo trovato una soluzione, sperando che ci sia qualcuno che ci riesca a dare una soluzione.




IL PROBLEMA DEL LAYOUT MULTIPLO IN ARCMAP 9


Se inserisco in un medesimo mxd 2 dataframe, posso associare ad ogni dataframe un layout specifico? Questa domanda, peraltro presente nel mitico forum esri sembra irrisolta anche dagli ESRIdipendenti americani. L'unica cosa che si può avvicinare a quello che vorrei fare è quella di salvare un file template (mxt) e richiamarlo al bisogno. Però io vorrei proprio 2 layout separati, uno per un dataframe ed uno per quell'altro.
Chi risolve questo enigma vince una bambolina!




COME LAVORARE CON SCRIPT VBA IN ARCMAP


Ecco il post!





RASTER A COLORI: EXTRACT BY MASK


Ciao a tutti
Volevo chiedervi se vi e mai capitato di utilizzare in ARCGIS 9.0 o 9.1 i tool "extraction" di Spatial Analyst ad asempio "extract by mask"....
io incontro questo problema ogni volta che voglio tagliare un raster secondo uno shape il raster che ne viene fuori e bianco e nero, il raster perde tutte le informazioni sul colore....a voi capita la stessa cosa? come posso fare?
GRAZIE
Rino




COORDINATE IN ARCPAD


Ecco il post del nostro lettore




RASTER CATALOG CON PROBLEMI D'ESPORTAZIONE


Ecco il post della nostra lettrice

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posted by Paolo at 8:33 AM | Permalink | 14 comments


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